lunedì 3 novembre 2014

L'EDITORIALE DI ANTONIO PAPALE : FALCHETTI, UN PROGETTO PARTITO DA LONTANO

Editoriale: Falchetti, un progetto partito da lontano.

Il progetto che Caserta calcistica sta portando avanti in maniera più che soddisfacente porta un nome ed un cognome: Giovanni Lombardi. Ed è proprio grazie all’imprenditore salernitano che Caserta è rinata calcisticamente e sogna legittimamente quella serie B attesa da oltre 23 anni. L’avvento di Lombardi è avvenuto in un torrido agosto del 2012, quando si avvertiva in città la necessità di subentrare a Verazzo che da solo non ce l’avrebbe fatta a condurre la gestione del club. E così avvenne il graduale passaggio di consegne, anche attraverso l’intermediazione del sindaco Del Gaudio. Al suo avvento, poche parole: in pochi anni vi riporto dapprima a rifare il derby con la Salernitana (cosa che avverrà a gennaio), poi in B (e conoscendo la serietà e la professionalità del presidente avverrà presto). Lo staff societario è di prima qualità con persone giuste al posto giusto, soprattutto vincenti come Pannone ed Accardi che si sono occupati da subito del mercato. Ma al primo anno la fuga dai dilettanti non arriva tramite la vittoria del campionato causa numerose sconfitte interne e vari cambi di allenatore tra Di Nola e Maiuri, ma col ripescaggio ottenuto grazie ad ottimi playoff ed all’ampliamento della compagine societaria ad altri seri imprenditori: Pascarella, Corvino, la famiglia Di Vico, Minutolo, Piccirillo. Come addetto stampa entra l’ottimo Giuseppe Frondella che rimpiazza il buon Cesare Salomone, che prende il ruolo di team manager, mentre i segretari sono i bravi Nappo e Caporaso. Raggiunto l’obiettivo dei Pro e compresa la riforma dei campionati che eliminerà la seconda divisione, Lombardi raddoppia: vuole vincere il campionato e porta fior fior di giocatori in città: Mancino, Fumagalli, Antonazzo, Pezzella, Correa, Rinaldi, Baclet, più giovani ottimi come Idda e Cruciani. Il tecnico scelto è l’estroverso Capuano, ma i risultati sono fallimentari: 3 giornate e il tecnico salernitano fa le valigie per dare spazio ad Ugolotti, che regala record su record e la promozione in terza serie. Il progetto lombardiano però non si ferma: al di là delle parole che vogliono la salvezza, nel campionato attuale arrivano calciatori come Bianco, Mancosu, Carrus e giovani come Cissè e Diakitè. Come anche l’attualità conferma, sono quasi tutte scelte azzeccate che confermano la validità del progetto, i cui crismi fondamentali sono: serietà, programmazione, socialità (perché tante sono le iniziative di questo tipo adottate da Lombardi), aggregazione. Altro punto di forza è il trait d’union che questa società, con queste caratteristiche, ha saputo formare con città, stampa, tifosi ed amministrazione comunale. Con queste premesse, sognare è lecito per il popolo rossoblù che ha già eletto il presidente come idolo incontrastato: ciò anche perché uniti si vince, come dice il buon Pannone (altro deus ex machina). Solo il tempo dirà se la B arriverà a breve e Lombardi eguaglierà Moccia e Cuccaro, ma si può dire con assoluta certezza che Caserta è tornata a solcare campi che fino a 27 mesi fa non osava nemmeno nominare. Il falco vola, e adesso guai a fermarlo e svegliare i suoi seguaci. 
Antonio Papale

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