Editoriale: Quando giocar bene non basta.
All’indomani della sfortunata trasferta di Benevento, a Caserta aumentano i rimpianti per la prestazione ottima dei falchetti al cospetto dei capoclasse, che meritano il primato ampiamente, ma contro i rossoblù non l’hanno dimostrato ampiamente. Vi sono molti motivi in casa rossoblù per guardare con fiducia al futuro: innanzitutto, il miglioramento costante sul piano del gioco. Non è da tutti, infatti, giocare a viso aperto e dominare in casa della prima della classe, specie nel secondo tempo dove sembrava che i falchetti fossero i primi e gli stregoni i quarti. Ma la traversa su Idda e Cissè e un Pane versione Buffon sono andati in soccorso di un Benevento al limite (bisogna pur sottolineare, per onestà intellettuale, che mancavano agli stregoni 6 elementi chiave) delle energie fisiche e innervositosi negli ultimi minuti, per la paura di una beffa rossoblù che poi non è arrivata. E così è giusto tributare ai falchetti gli applausi per una grande prestazione, cosa che è avvenuta sia a fine match nel saluto degli eroi rossoblù ai sostenitori casertani sia al rientro in città dove, allo Stadio Pinto, è accorsa un discreto numero di gente che ha capito lo sforzo dei falchetti: sembrava di vedere una folla che aspettava la propria squadra che vinceva la Champions. Con questo passiamo al secondo punto, cioè la forte unione che lega squadra, società, stampa e tifo. Un amore così profondo che a Caserta non si vedeva da anni ed è un segno della maturità di tutte queste componenti. Il terzo punto riguarda la crescita della squadra rossoblù nell’affrontare le corazzate: se a Lecce si è perso praticamente senza giocare, a Benevento veramente si meritava qualcosina in più. Ma il calcio insegna che, prima o poi, i risultati arrivano giocando in questo modo e con questa mentalità. Se vogliamo essere crudeli, a dir la verità, l’unico difetto mostrato nel Sannio è quello della scarsa concretezza sotto porta: non togliendo nulla al duo Cissè-Diakitè che merita tutti gli elogi di questo mondo per quanto fatto sin’oggi, ma forse manca quel bombardiere che la metta dentro nei momenti in cui bisogna concretizzare la mole di lavoro del centrocampo, dove, con Carrus e Cruciani finalmente in piena forma, il pubblico casertano potrà sognare. Al culmine di ciò, diciamo che i falchetti hanno dimostrato una cosa sola: giocarsela con chiunque e lottare fino alla fine per quella lettera che in città, nella squadra e in società per versioni scaramantiche non si intende nominare. Ed è giusto ora non pensare più alla sfortuna beneventana: anzi, trasformare gli elogi in energia positiva per battere il Martina dove, sicuramente, la torcida rossoblù trascinerà i suoi beniamini per raggiungere l’obiettivo.
Antonio Papale
(Casertani giunti al seguito)
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