lunedì 15 dicembre 2014

L'EDITORIALE DI ANTONIO PAPALE : FALCHETTI, E ORA SOGNARE NON COSTA NULLA

Editoriale: Falchetti, e ora sognare non costa nulla

La seconda vittoria consecutiva, sempre ai danni di una calabrese, stavolta  nei confronti della Vigor Lamezia, consente ai tifosi casertani di guardare con occhi sempre più benevoli al futuro, anche perché, al di là del match tanto atteso dai tifosi del 6 gennaio con i rivali storici della Salernitana e del 25 gennaio a Castellammare, il calendario, nelle prossime 6 partite, sembra sorridere, considerato il tasso tecnico delle rivali: sabato il Savoia a Torre, dopo Natale Reggina e Paganese al Pinto e la trasferta ad Aversa: si può dire che, se i falchetti faranno bottino pieno o quasi in questo ciclo, i tifosi della magica armata rossoblù possono sognare veramente obiettivi ambiziosi. Ma la cosa che fa più dormire tranquilli i tifosi rossoblù è che finalmente la squadra sta mostrando un gioco degno di tal nome, frutto delle scelte azzeccate di Campilongo (altra scelta azzeccata della società, di cui parleremo più in là): Cruciani play piace a critica e tifosi per la corsa e la velocità che fornisce alla manovra (con tutto il rispetto per Rajcic che dà fisicità e Carrus esperienza e qualità e che avranno spazio, data l’abbondanza), la difesa con i tre centrali dà maggiore sicurezza a Fumagalli che, comunque, ci mette sempre del suo, e permette le scorribande di Bianco. Poi. Mancino, finalmente in condizione, sembra rivitalizzato col mister napoletano, sia sul piano fisico che psicologico che anche realizzativo. E con lui il buon Cunzi, che è vero che può sembrare un innamorato del pallone, ma, se in giornata come da qualche giornata a questa parte, diventa praticamente imprendibile: con ciò, non vogliamo dire che questi che stanno giocando ora sono inamovibili, ma questi giocatori comunque al momento danno maggiori garanzie. Nel titolo, abbiamo parlato del fatto che sognare non costa nulla: ed infatti è vero, visto che in due settimane, vista anche la crisi del Lecce, da -7 si è tornati a -1 dai playoff e ciò collegato anche al fatto del calendario sopraccitato: ma ciò non deve far abbassare la guardia e sottovalutare gli avversari, anche perché se è vero che si può vincere con una big, è vero anche il fatto di poter perdere punti con le ultime. E perciò bisogna migliorare la capacità di uccidere l’avversario durante il match: ciò si collega al mercato, quando a gennaio Lombardi e soci sicuramente proveranno ad acquistare quel centravanti di esperienza che faccia la differenza e non tanto per spendere soldi, con tutto il bene del mondo a Cissè e Diakitè, a cui va un applauso per quanto fatto sinora. Abbiamo parlato della scelta di Campilongo: credo che la scelta, sia dal punto di vista del gioco che dei risultati (a parte il match col Foggia dove i falchetti sono stati defraudati dalle decisioni arbitrali a dir poco discutibili), sia stata azzeccata, così come tante da parte di Lombardi e soci, a cui, inutile ripeterlo, va il grandissimo merito (nonché dato atto) di aver riportato i tifosi casertani (che si sono ripresi la loro dignità) in campi che non osavano nemmeno nominare qualche anno fa ed ora, vedendo il loro falchetto volare alto nel firmamento del calcio nazionale, non vogliono essere svegliati da quel sogno chiamato playoff e, perché no, serie B: e poi, se i loro beniamini vincessero con Savoia e Salernitana, chi li ferma più? Penso proprio nessuno, perché allora i playoff si potrebbero tramutare in dolce realtà. 

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