lunedì 22 giugno 2015

L'EDITORIALE DI ANTONIO PAPALE : FALCHETTI,IL TERREMOTO È SERVITO.E ORA? IL SILENZIO È D'ORO

Editoriale: Falchetti, il terremoto è servito. E ora? Il silenzio è d’oro.



Dopo un mese di pausa, eccoci ritornati per analizzare nuovamente tutto ciò che orbita intorno alla Caserta calcistica. È stato un mese in cui i temi discussi in città sono stati essenzialmente due: il mercato per capire chi farà parte della rosa per il prossimo campionato e l’ormai estenuante e stancante vicenda riguardante lo stadio Pinto. Ed è proprio questo il nodo del contendere tra Lombardi e l’ex sindaco Del Gaudio che ha portato ai tristi avvenimenti degli ultimi giorni e ad un blocco semi totale dell’attività tranne che per le procedure per l’iscrizione della squadra al campionato. Tutto nasce giovedì dall’incontro del presidente con la commissaria Nicolò per ricevere quelle risposte attese sull’impianto casertano. Poi le spiega in conferenza stampa ai giornalisti annunciando e presentando, seppur non ufficialmente, Zavettieri: nel contempo annuncia che, nonostante tutto, continua a Caserta per un altro anno. Del Gaudio, punto nell’orgoglio, spara a zero sul presidente e la frase se vuole andare vada produce alle 21,30 un terremoto del 9° grado della scala Richter: le dimissioni dell’intera dirigenza rossoblù. Da quella sera i tifosi tempestano il profilo del presidente per chiedere il suo ripensamento che al momento non c’è anche se voci dicono ci possa essere. Io ora faccio alcune domande alle quali cerco risposte: Lombardi conferma il suo progetto ma attacca l’ex amministrazione, allora perché Del Gaudio attacca il presidente e lo costringe alle dimissioni? Perché parlare di rifare il Pinto se non c’è la possibilità di rifarlo? Io credo che alla fine di questa sorta di guerra le uniche vittime siano i tifosi che meritano rispetto e chiarezza, anche perché, in caso di non iscrizione, saranno loro a pagare. Il presidente si è chiuso nel silenzio smentendo solamente le voci che lo vedono diretto a Benevento o Taranto e che non fanno altro che aumentare il caos. Io credo e spero, come tutti quelli che amano i falchetti, che  con un po’ di buonsenso e, riflettendoci sopra, Lombardi possa fare retromarcia perché lui comunque ama il tifo casertano e i tifosi amano lui. Detto ciò la cosa importante è una: tutti, oggi, devono essere uniti per non disperdere quel patrimonio ritrovato chiamato CASERTANA e che ha ricominciato a volare nel cielo dei pro. Perciò io convengo sia col presidente che con i tanti che professano oggi quella parola chiamata silenzio e credo che la cosa sacrosanta sia aspettare gli eventi. Alla fine, i tifosi vogliono tornare a sognare e credono che, col ritorno del loro padre calcistico, possano sognare quella categoria chiamata serie B, sapendo che solo UNITI SI VINCE!!!  

Antonio Papale
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