Come detto nel titolo, la sconfitta di Melfi ha prodotto a Caserta un terremoto calcistico. Via Gregucci, dentro Campilongo, così come recita un comunicato diramato dalla società rossoblù alle 14,07 di lunedì. Nel comunicato si enuncia come la presentazione del nuovo mister avverrà nel pomeriggio di lunedì. Dietro a questa scelta si possono trovare tante motivazioni: la più importante potrebbe essere quella dell’eccessiva rotazione di uomini che avrebbe portato ad un gioco che non decollava. Un’altra possibile motivazione potrebbe risiedere nel cambio di aspettative da parte della società che dalla salvezza tranquilla praticamente ottenuta, visto anche il bellissimo rendimento interno, voleva ambire ad un qualcosa in più che non poteva, non può e non potrà essere raggiunto con un rendimento esterno deludente visti i soli otto punti racimolati in sette partite lontano dal Pinto. Ultima motivazione potrebbe essere l’accantonamento di alcuni calciatori per altri, anche se però non regge vista l’abbondanza dell’organico dei falchetti. Al di là di questo, credo, che, se la società abbia deciso così, abbia le sue brave motivazioni, fermo restando la stima nell'uomo e nel professionista Gregucci. Da martedì, però, si può e si deve voltare pagina e non pensare più al passato, ma al futuro che per il nuovo condottiero non sarà semplice visti gli impegni ravvicinati che ci saranno e che saranno difficili, visti i nomi delle avversarie. Ascoli in coppa, Foggia e Catanzaro in campionato non sono certo le ultime arrivate e ci vorrà la migliore versione dei rossoblù per avere la meglio su queste squadre. La scelta di Campilongo, se vogliamo dirla tutta, è una questione di cuore visto il passato del neo tecnico avuto da calciatore con la casacca rossoblù, trascinata in b nel 90/91 a suon di gol. Quindi, se si doveva cambiare, questa, a mio punto di vista, la scelta migliore, anche se fare il calciatore è un conto, fare l’allenatore è un altro. Ma sono convinto che pian piano questa scelta, figlia anche di un 4-3-3 offensivo, porterà alla lunga i suoi frutti. Poi chi vivrà vedrà. Alla fine di questo discorso ed al di là dei risultati domenicali che hanno allontanato i falchetti dalla zona playoff, c’è il tempo necessario per recuperare il gap e soprattutto ci sono i mezzi affinché tale obiettivo possa essere raggiunto. I tifosi comunque ci credono, ben sapendo che sarà dura e che il loro falco è tornato a volare nel firmamento calcistico nazionale però non vogliono essere svegliati dal sogno anche perché sono coscienti di avere al loro fianco una società forte e che fino ad ora ha sbagliato poco o nulla.

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