L'editoriale di Antonio Papale : falchetti,che succede?
Sono passati alcuni giorni dalla sconfitta amara di Castellammare contro le vespe e la Caserta calcistica ancora si sta chiedendo cosa stia succedendo ai rossoblù, capaci di incamerare solo due punti nelle ultime tre gare (e perdippiù contro le cenerentole del girone) e soprattutto di mettere alle spalle dei portieri avversari appena due palloni nelle ultime quattro giornate, cosa che ritengo allarmante alla luce del fatto che i gol sono stati frutto di palle inattive. Insomma, la squadra rossoblù non sembra più quella convincente vista fino a dicembre dove aveva vinto e convinto con chiunque gli capitasse a tiro. A questo punto, ritengo cosa buona e giusta, ma soprattutto sacrosanta, la decisione del presidente Lombardi di mandare tutti in ritiro in vista della Coppa Italia, anche per ritrovare serenità e tranquillità che forse si sono smarrite. Altra possibile spiegazione di questa flessione (perché ritengo che la parola crisi sia eccessiva da usare in questo momento) può essere legata ai troppi elogi dell’ambiente post-Salernitana che, invece di caricare la squadra, hanno avuto l’effetto contrario di portare quella sensazione di appagamento che nel calcio porta solamente effetti deleteri sotto forma di cattive prestazioni e performance sul piano dei risultati. Però, d’altro lato, bisogna dire che è più una crisi di risultati che di gioco, anche perché la partita di Aversa, considerato per come si è disputata, secondo il mio punto di vista fa poco testo (e nonostante ciò nel primo tempo i falchetti avevano giocato più che bene), e perché, al di là delle vere poche occasioni costruite, a Castellammare la squadra ci ha provato, anche se i risultati alla fine sono stati poco soddisfacenti: alla fine credo che solo con la Reggina la prestazione sia stata totalmente negativa da incidere anche sul risultato. Credo che siano tre le medicine per ritrovare i risultati pesanti e restare aggrappati al carrozzone dei playoff: lavoro, tranquillità (il match di Castellammare ha mostrato i nervi scoperti dei falchetti che infatti, a causa dei cartellini ricevuti, saranno senza 5 importanti elementi domenica con la Paganese per un incontro da vincere non solo per la classifica ma anche per rispondere alle malelingue) e unità perché come dice il buon Pannone solo uniti si vince. Ma unità non deve essere intesa solo per la squadra, ma anche per le altre componenti che circondano l’emisfero rossoblù: società, stampa e pubblico. Ma già in questi giorni si denota questo perché, al di là dei risultati poco positivi, non si vedono accenni di contestazioni segno proprio di quell’unità che deve essere uno dei perni per raggiungere i tanto sognati playoff. Al di là di quanto detto e di come possa finire il campionato (si spera coi playoff in tasca), bisogna solo alzarsi in piedi e levarsi tanto di cappello per questi giocatori e per questa società che hanno fatto capire al calcio italiano che Caserta è finalmente tornata e vuole essere sempre più ambiziosa; ciò è possibile anche grazie ad una stampa sempre vicina ai colori rossoblù e soprattutto a tifosi passionali ed eccezionali che dicono sempre grazie ogni giorno a Lombardi ed il suo staff se si sono visti restituire la loro dignità dopo anni di oblio e di umiliazioni in campi di provincia. Il falco, anche se un po’ claudicante a causa degli ultimi risultati, è tornato ed i suoi seguaci, nonostante tutto, non vogliono essere assolutamente svegliati dal sogno di quella seconda lettera dell’alfabeto che manca all’ombra della Reggia da oltre ventitré anni. Il motto per i seguaci del falco è uno solo: crederci sempre, mollare mai!
Antonio Papale
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