lunedì 23 febbraio 2015

L'EDITORIALE DI ANTONIO PAPALE ."FALCHETTI,UN K.O. CHE BRUCIA"




A due giorni dal bruciante ko di Matera, la Caserta calcistica si fa alcune domande sui perché ciò è accaduto. Io, attraverso il mio modesto parere, cerco di dare alcune possibili risposte. La prima si può ricercare nel clamoroso blackout di 3’ a fine primo tempo che in pratica è costato la sconfitta: una squadra che intende raggiungere determinati obiettivi come quella rossoblù, non si può permettere cali di tensione come quelli di sabato. Collegata a questa risposta può essere la seconda, legata agli errori difensivi che hanno portato ai due gol del Matera: il primo su un’errata tattica del fuorigioco, il secondo su un angolo fatto scorrere e dove c’è stato un giocatore libero di colpire. Questo ko assume, quindi, riflessi negativi sulla classifica, vista la vittoria della Juve Stabia: si spera quindi di non partire a -3 anche dal Lecce (che gioca stasera col Messina) domenica prossima, che sarà determinante per il cammino futuro dei rossoblù in proiezione playoff. Voglio sottolineare il fatto di come la società abbia voluto parlarci sopra coi calciatori nel ritiro di Cava, poi sospeso fino a venerdì, quando i falchetti vi ritorneranno per trovare la giusta serenità per l’appuntamento che vale una stagione proprio contro i salentini: una vittoria, praticamente d’obbligo, rinfocolerebbe le ambizioni playoff per i Lombardi boys; viceversa, si dovrà iniziare ad abbandonare i sogni playoff e iniziare a programmare la prossima stagione, soprattutto se non si raddrizza il rendimento esterno di inizio 2015. Ma questa è un’eventualità alla quale società, giocatori, staff tecnico e tifosi rossoblù non vogliono nemmeno pensarci lontanamente. Tutte queste componenti dovranno remare, così come la stampa casertana, nella stessa direzione in vista di domenica se si vuole raggiungere l’obiettivo: in parole povere, bisogna stare tutti uniti e compatti aaffinchédomenica si riparta con una vittoria. I tifosi sono già pronti a stare vicino alla squadra, come del resto società e stampa: ora tocca ai giocatori fare il loro dovere, ma conoscendoli stanno dimenticando alla svelta Matera e sono già proiettati a domenica dove sicuramente cacceranno gli occhi della tigre e la bava da bocca per regalarsi l’ennesimo scalpo di una stagione comunque positiva finora. Io però voglio fare una statistica che ho elaborato in questi giorni: dopo una sconfitta nella gestione Campilongo, c’è stata sempre una vittoria. Dopo il ko col Foggia, si è vinto a Catanzaro così come dopo la caduta a Castellammare, al Pinto fu battuta la Paganese. E chissà se il proverbio non c’è due senza tre possa aiutare ulteriormente i falchetti, ma credo che il calcio non si faccia con i proverbi ma si faccia coi risultati del campo. Insomma, se non è una finale col Lecce, poco ci manca: ma, ripeto (e lo faccio con la massima onestà intellettuale che mi contraddistingue), per vincere questa battaglia, bisogna remare nella stessa direzione tutti: bisogna pensare solo alla partita e viverla nella massima serenità e tranquillità, non esasperandone i contenuti. Ho già detto che una vittoria darebbe uno slancio pesante: questo perché il calendario, benchè fitto, dà una mano ai rossoblù: trasferte col tranquillo (più per la classifica che per la società) Barletta e con un Ischia a caccia di punti salvezza, inframezzate dal turno infrasettimanale con la Lupa Roma al Pinto. Ma bisogna pensare step by step e non fare voli pindarici. Al di là di come finirà, questa stagione rimarrà tutto sommato positiva per le emozioni che i falchetti hanno saputo dare ai tifosi che hanno visto tornare la squadra ai livelli di fine anni ’80 e inizio ’90. Voglio sottolineare un particolare: se i falchetti sono in alto, il merito è anche in parte loro che non hanno mai smesso di incitare i loro beniamini, al di là di come siano andate a finire le singole partite. Il falco è tornato e i loro seguaci non vogliono smettere di sognare quella serie che non nominano per scaramanzia. Ci credono e non vogliono mollare. Il loro motto e quello della società? Uniti si vince (cit. Pannone) e per domenica varrà ancor di più.

Antonio Papale
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