Editoriale:Falchetti, doppia vittoria
All’indomani della sofferta vittoria ottenuta al Pinto nel turno infrasettimanale contro una buona Lupa Roma (per onestà intellettuale va a Cesare quel che è di Cesare) che, insieme ad un’ottima concatenazione di risultati dagli altri campi, ha portato i rossoblù al terzo posto solitario, nella Caserta calcistica sta crescendo la consapevolezza che sognare in grande si può, fermo restando di far rimanere valido ciò che io sostengo da tempo: avere la massima umiltà ed un profilo basso costituito anche da un gruppo unito e coeso che nel calcio moderno potrebbero essere anche più determinanti di avere in squadra una serie di primedonne o figurine o top player. Ritornando alla partita di ieri e all’incipit di questo editoriale, io credo, come la maggior parte degli addetti ai lavori che gravitano intorno al pianeta rossoblù, che questa sia stata una vittoria doppia, al di là del mero aspetto della classifica, perché i falchetti in 20’ sono andati avanti 2-0 facendo capire che la partita era morta e sepolta, poi un calo di concentrazione che ha portato un rinvigorimento della Lupa Roma che ha meritatamente pareggiato, poi si è avuto il grandissimo merito di non abbattersi e di perseguire l’obiettivo vittoria a tutti i costi del mondo, così come dimostrato nel modo in cui Cissè ha sradicato il pallone dai difensori romani involandosi verso la rete decisiva. Ed è proprio Cissè che si sta dimostrando attualmente il valore aggiunto di una squadra che, ripeto, sta fondando tutto sullo spirito di gruppo e sull’umiltà. Per quanto riguarda il guineano, al di là dei gol e dopo un periodo di assenza per infortunio, sta riuscendo a dimostrare appieno il suo valore anche attraverso un grande lavoro di sponda per gli inserimenti dei compagni. Altra cosa che vorrei sottolineare con la massima attenzione riguarda i tifosi: credo che il tifo rossoblù ieri sia stato a dir poco spaventoso e, nonostante l’andazzo che stava prendendo il match, ha pensato solo ad incitare la squadra rossoblù e, sul terzo gol, sembrava quasi che stesse accompagnando Cissè verso la gloria. Tornando agli aspetti puramente di campo, ora si è terzi ma sarò anche noioso nelle mie analisi: non si è raggiunto ancora nulla perché l’incidente di percorso è lì soprattutto in gare che possono sembrare abbordabili, come può essere sabato ad Ischia (ai falchetti mancherà Mancino squalificato, e in vista del super match col Benevento attenti al cartellino per Fumagalli, Bianco, Murolo, Marano, Rajcic e Cunzi) contro una compagine con l’acqua alla gola e col dubbio se tenere Maurizi o rimettere Porta in panchina, ma non lo sono: qui bisogna dimostrare la propria forza anche per mettere pressione a chi sta dietro e vuole scavalcare i falchetti e anche davanti con un Benevento in flessione e che tra poco più di una settimana deve venire a Caserta; sembra giusto ora consolidare il terzo gradino, ma continuando la crisetta sannita perché non puntare anche il secondo gradino? Ma il popolo casertano non si illude perché già ora, da popolo maturo, ritiene di aver già fatto oltre le legittime aspettative di inizio stagione, pur se l'appetito vien mangiando. Abbiamo detto del terzo posto: è stato raggiunto grazie al mezzo passo falso della Juve Stabia col Cosenza e del ko del Lecce con la Salernitana che allunga grazie al pari del Benevento con un’Aversa in piena corsa salvezza; per i playoff resta lì anche il vittorioso Matera col Barletta mentre ripone i sogni di gloria il Foggia travolto a Catanzaro. E ora restano in 4 per 2 posti, fermo restando che Salernitana e Benevento si giocheranno le cartucce per la salita diretta fino alla fine: in chiave playoff, la prossima giornata sembra ancora sorridere ai rossoblù che, come detto, vanno a Ischia mentre la Juve Stabia va ad Aprilia con la Lupa Roma, il Lecce va a Cosenza e il Matera a Salerno. Per i falchetti, lo svantaggio di giocare per primi rispetto agli altri, ma la consapevolezza che, espugnando l’isola, si potrebbe mettere pressione alle rivali costrette a vincere per mantenere le distanze così come il Benevento ospite a Lamezia: non osiamo nemmeno lontanamente immaginare cosa sarà il Pinto il 20 se le distanze tra falchetti e sanniti questa giornata si riducessero ancora; a quel punto, anche se davanti alle telecamere di Mamma Rai, ci sarà una bolgia rossoblù per spingere i Lombardi boys a battere i sanniti e mettersi alle loro calcagna. Vi lascio con il solito grido di battaglia che accomuna società, calciatori, stampa e tifo casertano: il falco è tornato a volare e non vuole smettere di farlo perché vuole raggiungere vette ancora più alte. Ora, l’anno prossimo o tra qualche anno la serie B mancante a Caserta dal 1992, e poi chissà uno storico approdo in A. Nel calcio mai dire mai, ma col progetto di questa società potrebbe anche succedere un giorno, ma sempre se tutti (comprese le istituzioni) remano nella stessa direzione. Alla fine, crederci sempre mollare mai e uniti si vince

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