Editoriale: Falchetti, cambiamenti in divenire.
Dopo una pausa di quindici giorni, ritorna questa rubrica che fa il punto su quanto avviene dal punto di vista calcistico a Caserta. Vi avevo lasciato con un clima incandescente e le dimissioni dell’intero pacchetto societario. Dal 26, il presidente rossoblù è Corvino, con Pascarella ma Lombardi che rimane socio di maggioranza e ha garantito con una fidejussione l’iscrizione al campionato: le voci però su un suo approdo a Benevento hanno allertato non poco il popolo rossoblù che venerdì, in conferenza stampa, ha chiesto chiarezza in tutti i sensi sul futuro: poi ritornerò su questo punto. Insomma, ci sono cambiamenti in divenire a 360° gradi nel mondo rossoblù e ciò è confermato da due post odierni nella pagina facebook di Corvino che parla di cambiamenti significativi su tutto. Ci sono però delle certezze in questo contesto caotico: l’iscrizione al campionato di Lega Pro dove bisogna lottare per la salvezza anche se nulla nasconde, come dice il presidente, di essere più ambiziosi se arriva, l’arrivo quasi certo di Romaniello in panchina, il ritiro in quel di Castel di Sangro e l’arrivo di cinque calciatori che è un mix di esperienza e gioventù. Ma l’obiettivo primario è comunque risolvere una volta e per tutte la questione relativa alle strutture, perché solo così, nel lungo periodo, si può ambire a qualcosa di importante e pare che negli ultimi giorni qualcosa in tal senso si stia muovendo attraverso Santa Maria a Vico e Valle di Maddaloni che possono diventare gli head quarters di prima squadra e giovanili. Io credo che uno dei punti fermi di questo nuovo corso, al di là se Lombardi resti o vada via (Benevento?) cedendo le sue quote, siano i tifosi che meritano due cose: chiarezza e rispetto, perché sono loro la componente fondamentale per raggiungere tanti traguardi. Hanno fatto bene ad esprimere, con civiltà, quelli che per loro siano i dubbi ma è anche vero che bisogna far lavorare questo nuovo corso stando vicino alla società, cercando di fare quanti più abbonamenti possibile e magari partecipando alla vita societaria in maniera ancora più piena. La CASERTANA (patrimonio da difendere a tutti i costi in una città piena di problemi con un Comune e un ospedale commissariati) sono loro e comprendo giustamente le loro paure in merito al fatto che il falco possa morire e tornare a calcare campi impolverati e infamanti per il suo nome, ma perlomeno quest’anno il falco volerà nei campi di Lega Pro e, seppur ridimensionato, lotterà sputando sangue come ha sempre fatto. Se i tifosi e la società dimostrano il loro legame ancora di più ora, si supererà l’impasse e si dimostrerà all’Italia intera che CASERTA c’è. UNITI SI VINCE!!!
Antonio Papale

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