giovedì 20 agosto 2015

Catania in Lega Pro con 12 punti di penalizzazione. Quando Pulvirenti inveiva contro la Juve. Teramo retrocesso,Ascoli in pole per il ripescaggio.

In settimana ho ricevuto non poche critiche per aver preteso eguaglianza delle pene  inizialmente  richieste dalla Procura a Teramo e Catania. Colpevoli entrambe di aver manomesso alcuni risultati,la procura aveva proposto la retrocessione delle due compagini dai rispettivi campionati cui militavano all'epoca dei fatti, con aggiunta di 20 punti di penalizzazione al team abruzzese e -5 al club etneo. Questa mattina è stata ufficialmente emessa la sentenza : Teramo in Serie D senza penalità aggiuntive,Catania in Lega Pro partendo da -12 punti. Il risultato cambia poco la sostanza. I vari lettori,chi più chi meno,con velata presunzione,hanno asserito che la differenza abissale tra le due pene risiede nell'articolo 24 secondo cui l'ammissione delle colpe alleggerisce l'entità del reato. Perché,al contrario,nessuno si sofferma sulla figura di Pulvirenti? Reo confesso o meno è un personaggio a cui è stato semplicemente inflitto 5 anni di Daspo. Superato il quinquennio lontano dallo sport,potrebbe-uso il condizionale poiché confido nella sua dignità di lasciare il mondo del calcio-tornare a presiedere una squadra di calcio. Benedetta radiazione quando servi non ci sei mai. Campitelli,dal canto suo,complici esiti poco entusiasmanti nell'ultima parte di stagione,ha avuto paura di non farcela,assicurandosi la partita di Savona. Due presidente poco corretti. Un teatrino che giova semplicemente all'Ascoli,che con ogni probabilità verrà ripescato in Serie B.



Emanuele Fiore
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