lunedì 24 agosto 2015

L'editoriale di Antonio Papale:"Falchetti,segnali contraddittori"

Editoriale: Falchetti, segnali contraddittori.

Dopo una pausa legata al periodo estivo, è giusto ritornare a fare un’analisi del momento rossoblù a poche settimane dal via del campionato. Vi avevo lasciato con la vittoria sul Lecco: da lì l’uscita in coppa per mano di un buon Avellino, la rissa nell’amichevole di Frattamaggiore e il pari di ieri in quella col Marcianise. Nel primo match è durata poco più di mezz’ora la resistenza alla maggiore qualità irpina, mentre con le due compagini di D sono stati subiti gol per situazioni su cui Romaniello deve lavorare in questi giorni per non farsi trovare impreparato in vista di un campionato dove si troverà, a meno di cambiamenti dell'ultimo secondo, un girone durissimo con alcune squadre che sono vere e proprie corazzate. Ad incidere, secondo il mio punto di vista, saranno anche le penalizzazioni che alcune squadre avranno tra problemi legati all’iscrizione al campionato e calcioscommesse (sul primo grado e sui verdetti non voglio esprimermi) che darà verdetti definitivi venerdì appena dopo i calendari di giovedì susseguenti a quelli di B stilati domani. Ritornando ai rossoblù, segnali positivi ce ne sono stati: l’esperienza di giocatori chiave come Murolo e Rajcic, la gioventù di Kuseta, la qualità di Mancosu che, appena scrollato i problemi di mercato, si è preso per mano la squadra dimostrando di essere l’uomo in più dei falchetti e quello con maggiore qualità, e, infine, il dinamismo di Mangiacasale, soprattutto se lanciato in velocità. Tra i segnali negativi, i troppi gol subiti per disattenzioni sia singole che del reparto difensivo che, evidentemente, sta lentamente comprendendo i dettami tecnico-tattici del mister rossoblù che, pur di trovare la quadratura del reparto, sta provando diverse soluzioni con l’unica certezza di Tito a sinistra anche perché manca al momento un sostituto del bravo mancino. Poi, io credo che, al di là della buona volontà del generoso Diakitè, vi sia un’insufficiente capacità di mettere in rete il buon numero di occasioni che si creano e da qui l’esigenza di provare, attraverso il mercato, ad acquisire quel centravanti esperto che assicuri un buon bottino di reti e faccia salire la squadra. Il mercato, secondo me, sarà il tema principale almeno fino a lunedì visto che manca anche quel centrocampista capace di distruggere la manovra e faccia ripartire l’azione. Ma, prima di acquisire elementi, bisogna anche vendere soprattutto per la questione delle rose contingentate di 24 giocatori, di cui 16 over e 8 under: ad oggi i falchetti, rispetto ad altre società, starebbero apposto. Questi segnali negativi stanno scoraggiando i tifosi, sicuramente sconvolti dai cambiamenti societari avvenuti a fine giugno e che comunque, tra abbonamenti e biglietti, faranno sentire il loro amore in tutto e per tutto verso questa squadra. Il patrimonio della Lega Pro è troppo importante per Caserta e loro sono i primi a volerlo difendere, perché una malaugurata retrocessione può significare la fine dei loro sogni. Per cui, dalla società ai calciatori, passando allo staff tecnico e medico, la stampa e i tifosi, quest’anno più che mai, bisogna essere UNITI, soprattutto nei momenti duri di questa nuova, e che a Caserta tutti sperano, appassionante stagione.

Antonio Papale

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