Editoriale: Casertana, vittoria e testa solitaria. Il falco vola.
Due giorni dopo la vittoria che ha regalato il primato solitario in questa Lega Pro, a Caserta si vive una grande atmosfera di positività e gioia perché essere primi in terza serie non lo si era da anni e perché questa squadra, partita dopo partita, sta dimostrando, anche attraverso un gioco bello a vedersi, di poter ambire a qualcosa in più di una semplice salvezza senza patemi eccessivi e di aggiungere ogni volta un pezzettino ad un mosaico che, ad oggi, sembra perfetto. Tanti sono i protagonisti di questa che, raccontandola, può sembrare una favola ed invece è una bellissima realtà che suona come una dolce musica per le orecchie del tifo rossoblù. Ma nessuno si illuda di aver vinto niente, perché, se così fosse, sarebbe sconfessare l’obiettivo di inizio stagione e piombare in realtà spiacevoli. Ed infatti, società, calciatori, mister e tifosi parlano ancora umilmente di salvezza e fanno tutti bene, perché solo raggiunto l’obiettivo, si spera quanto prima, si potrà ambire a qualcosa in più. Sabato, a differenza di tante altre partite dei falchetti di inizio stagione, si è notata una caratteristica diversa: il killer instinct, perché i falchetti hanno tirato poche volte in porta contro le vespe e sfruttato al massimo quelle palle gol importanti capitate sui loro piedi. Se, ad esempio, contro il Matera, non si sono sfruttate le tante occasioni create, a Castellammare la percentuale di finalizzazione è stata prossima al 100%. E poi, nel momento in cui le vespe creavano e sbagliavano, i falchetti hanno punito: della serie, tu sbagli e io ti punisco. Anche se pericoli fortissimi la difesa non ne ha subiti in maniera eccessiva, con Gragnaniello bravo quando chiamato in causa e un Rainone spettacolare in ogni chiusura. L’unico neo è stato il liscio di D’Alterio sul gol, ma io vorrei catalogarlo alla voce episodi sfortunati che possono capitare poche volte in un campionato. Ma chi si sta dimostrando un allenatore sopra le righe, bravo e competente, ma soprattutto il valore aggiunto dei rossoblù ed una persona umile e perbene, è Nicola Romaniello. Sono settimane che si tessono le lodi di questa persona che, ripeto, è umile, ma che sabato si è superato: vedendo la squadra in difficoltà, mettendo Rajcic per Mangiacasale, ha stravolto il modulo da 3 – 5 – 2 in 4 – 3 – 1 – 2 ridando equilibrio e sostanza e, da quel momento in poi, la partita è cambiata perché le vespe non hanno avuto spazi per i loro attacchi; anzi, quando si è avuta l’occasione per punire, lo si è fatto come un killer silenzioso che non manda avvisi attraverso un gol di De Angelis, bravo a segnare dopo un’azione strepitosa di Tito che, sulla sinistra, ha fatto una discesa degna del miglior Paolo Maldini d’epoca. Ripeto, bisogna restare umili perché l’incidente è dietro l’uscio della porta e perché da ora i falchetti saranno attesi al varco da tutti gli avversari, a partire dal match di domenica a Cosenza contro i silani che vorranno vincere, in una partita da festa dello sport, per uscire da un periodo particolare. Detto ciò, i falchetti ora sono primi e vogliono provare a restarci perché, come dice un vecchio detto, meglio essere lepre che cacciatore. E questo momento ha esaltato alla grande i tifosi che sui social non stanno nella pelle di godersi questa gloria che, sia effimera o totale, lo diranno solo il tempo e gli eventi. Il falco c’è, è in vetta, vuole restarci e sta emanando in continuazione avvisi ai naviganti: attenti che ci siamo anche noi. UNITI SI VINCE!
Antonio Papale

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