Editoriale: Casertana, vittoria dal sapore di primato. E ora si sogna.
Come ogni lunedì, è giusto fare un’analisi a mente fredda di quello che circonda l’ambiente casertano dopo ogni partita di campionato. Dopo la partita di ieri col Benevento, che è stata l’ennesimo scalpo di questo brillantissimo avvio di stagione, in casa rossoblù c’è un ambiente colmo di gioia, soddisfazione e anche un po’ sorpreso per questo primato inaspettato e che nessuno osava nemmeno lontanamente immaginare ad inizio stagione quando tutti, dopo ciò che è successo in estate, hanno iniziato a parlare di salvezza tranquilla, cosa che ancora oggi viene professata, con tanta umiltà, come mantra principale di una squadra che ha proprio dell’umiltà uno dei suoi capisaldi. Ritornando alla partita di ieri, si è vista come squadra una squadra battagliera, grintosa, con due attributi grandi quanto una casa al cospetto di una delle corazzate del campionato che, ha sì tentato di portare a casa un risultato positivo, ma non ha potuto far niente contro una squadra che sorprende tutto e tutti in un campionato ad oggi senza padrone ed equilibrato per la classifica corta che c’è con dodici squadre in 8 punti. La vittoria di ieri ha visto un Negro grande protagonista con due gol preziosissimi (il secondo rimarrà affisso per tanto tempo nelle cineteche rossoblù vista la bellezza), ma ci sono stati anche altri protagonisti: un Gragnaniello sempre determinante con le sue parate, la corsa di Tito, la sicurezza di Idda, la regia di Capodaglio, il sacrificio di Mangiacasale, la qualità di Mancosu. Insomma tutti pronti a unirsi e sacrificarsi per il bene comune, ma tutto ciò non sarebbe possibile senza un uomo umile, un allenatore con la A maiuscola che ha impresso il suo marchio a quello che sta diventando un piccolo miracolo sportivo: Nicola Romaniello. E questa relativa al mister è stata una scommessa vinta in pieno da parte di una società che in questi anni ha sbagliato praticamente pochissime mosse ridando credibilità alla Caserta calcistica e che, giustamente, richiede più pubblico allo stadio dopo le grandissime dimostrazioni di attaccamento ai colori sociali. I tifosi, dal loro canto, iniziano a sognare pur restando, anche loro, coi piedi a terra perché l’incidente è lì dietro l’angolo; ed infatti, non è da sottovalutare il match interno di domenica col Martina penultimo e che potrebbe presentarsi con un nuovo allenatore viste le voci provenienti dalla Puglia. Non vorrei fare polemiche ma a Benevento non è stata accettata molto bene la sconfitta: leggendo alcuni siti, alcuni hanno detto che i sanniti sono usciti sconfitti nella terra dei fuochi. Io credo innanzitutto che, quando si perde, si debba accettare il verdetto del campo, giusto o sbagliato che sia, poi bisogna separare il calcio da altri ambiti. Detto ciò, e ripeto, non è una polemica e fermo restando che ognuno è libero di pensarla come meglio crede, il falco è tornato a guardare tutti i suoi nemici dall'alto verso il basso, non vuole fermarsi e vuole continuare a sognare ad occhi aperti quell’obiettivo che nessuno nomina per questioni scaramantiche. UNITI SI VINCE!!!
Antonio Papale
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