lunedì 23 novembre 2015

L'editoriale di Antonio Papale : "Casertana, una musica impressionante. Ormai è fuga in pienissima regola"

Editoriale: Casertana, una musica impressionante. Ormai è fuga in pienissima regola.

Dopo una settimana di pausa, si torna a fare il punto della situazione in casa Casertana dopo ogni partita dei falchetti. Si è lasciati con un accenno di fuga ed una musica dolce e soave che riecheggiava nelle orecchie dei tifosi rossoblù, ora ci si ritrova con una fuga in piena regola dove le seconde, altre due squadre non pronosticate alla vigilia come Messina e Cosenza, sono staccate addirittura di 7 punti dopo poco più di un terzo del campionato: è un record italiano visto che in nessun campionato dalla Serie A alla Lega Pro si registra un distacco così elevato tra prima e seconda a questo punto. I numeri del dominio rossoblù parlano chiaro: quattro successi di fila con 11 gol fatti e 2 subiti, più vittorie con 8 e meno sconfitte di tutti con 1, miglior difesa (6 gol subiti), miglior rendimento interno (16 punti su 18), miglior attacco (19 reti segnate) e l’unica squadra con una media inglese positiva (+3). Ed è, lo ripeto, un qualcosa di inaspettato se si pensa a ciò che si era posta la società a luglio, e cioè una salvezza tranquilla e senza troppi patemi d’animo. La squadra rossoblù gioca con tanta spensieratezza, con gioia, fame, voglia di vincere e soprattutto con nervi saldi, come lo si è dimostrato dopo il momentaneo pari della Lupa Castelli Romani (che forse era da annullare per un fallo in area rossoblù) perché è bastato un solo minuto per ritornare avanti ed ammazzare la partita. Sulla partita di sabato, bisogna dire che è stata la classica prestazione dei falchetti: perfetta, grintosa, inappuntabile (soprattutto nel reparto difensivo), devastante come un caterpillar ma l’aggettivo che più calza a pennello è impressionante per il modo in cui è stata espressa, come se questi calciatori giocassero a memoria e soprattutto insieme da qualche anno: l’unico neo è che, sul momentaneo 1-0, non si sono finalizzate le tante occasioni create ma tutto ciò è stato compensato dal killer instinct, avuto dopo il pareggio romano, che in pochi attimi ha chiuso a doppia mandata la partita. Da elogiare per sabato Mangiacasale, il mio personale mvp: dai suoi piedi partite le azioni dei tre gol di Mancosu, De Angelis e Alfageme.  E, vedendo anche le foto e i video sui social sia dentro che fuori dal campo, il fatto bello è che c’è un gruppo unito formato da persone vere. I meriti, giusto e sacrosanto ripeterli, vanno a quel saggio allenatore e quella persona umile e perbene che risponde al nome di Nicola Romaniello, capace di cambiare modulo adattandolo alle caratteristiche dei giocatori in organico e soprattutto di vincere lo scetticismo estivo di parte della piazza, che ora lo acclama in ogni dove. La scelta del mister è frutto anche di una società forte che non sbaglia praticamente nulla: è giusto tributare bravo al presidente Corvino (che giustamente si lamenta delle poche presenze al Pinto visti i risultati della squadra), al vicepresidente Pascarella,  all’azionista di maggioranza Lombardi e al competente direttore generale Pannone. Al di là di queste quattro persone che sono le più importanti dell’albero genealogico rossoblù, se questa macchina procede spedita come la Mercedes di Hamilton e Rosberg (facendo un parallelismo con la F1) è anche merito di gente che lavora h24 sputando sangue e mettendo l’anima per la causa rossoblù: mi riferisco all'addetto stampa Frondella, al team manager Salomone, ai segretari Nappo e Caporaso. Ma l’arma in più di questa squadra sono i tifosi che, pioggia o sole, casa o trasferta, incitano per 90’ i loro beniamini. E sabato a fine partita è stato bellissimo vedere Mancosu vestirsi da capotifoso, prendere il megafono e incitare tutti nell’ormai famoso ritornello che dalla città della Reggia sta riecheggiando in tutto lo stivale: shalalalala oh Casertà. Un plauso anche alla stampa casertana, sempre attenta e vicina a tutte le faccende rossoblù. Ma tutti alla fine predicano umiltà, facendo benissimo, perché non è stato vinto o raggiunto ancora nulla. Ed è proprio l’umiltà l’arma vincente da conservare sempre, sin dalla partita di lunedì 30 a Foggia con la forza di giocare coi nervi distesi e per due risultati su tre (al contrario dei pugliesi), soprattutto sapendo i risultati delle rivali: il big match è quello tra Benevento e Cosenza, ma Messina e Lecce non dovranno scherzare con Juve Stabia e Akragas. Il falco vola indisturbato in maniera umile e limpida nei cieli del calcio italiano attorniato dai suoi seguaci che sognano, non nominandola mai, quella categoria che Caserta sogna da 25 lunghi ed estenuanti anni (di cui 20 vissuti negli umilianti campi di periferia di categorie che a questa città non appartengono) chiamata serie B e chissà, continuando di questo passo, se non possa essere raggiunta già quest’anno. Ma è meglio non illudersi, perché tutti (società, staff tecnico e medico, calciatori, tifosi, stampa, istituzioni e città) sanno che solo restando UNITI SI VINCE!!!
Antonio Papale

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